Polizze Cat Nat, sfida Cyber Risk e solidità del mercato assicurativo.
La Relazione Annuale di IVASS
Il 18 giugno 2026, il Presidente dell'IVASS, Paolo Angelini, ha presentato la Relazione annuale sull'attività svolta dall'Istituto nel 2025. Le sue Considerazioni descrivono un mercato assicurativo italiano strutturalmente solido ed efficiente, capace di superare le recenti turbolenze macroeconomiche e i picchi di inflazione. Tuttavia, la stabilità patrimoniale non esime il comparto dal confrontarsi con le profonde trasformazioni globali. Il messaggio chiave emerso è netto: per mantenere questa centralità, il sistema deve evolvere rapidamente, affrontando con strumenti nuovi i rischi emergenti di un mondo instabile, dalla transizione climatica alle minacce geopolitiche e informatiche.
Lo stato di salute del mercato: i numeri chiave
Per comprendere lo stato di salute delle assicurazioni in Italia occorre osservarne i due pilastri:
- la fiducia dei cittadini (espressa dai premi versati)
- la cassaforte delle compagnie (espressa dall'indice di solvibilità).
Nel corso del 2025, il mercato ha registrato una decisa accelerazione, portando la raccolta complessiva dei premi alla cifra record di 162,2 miliardi di euro. Questo balzo in avanti è stato trainato in particolare dalla ripresa del comparto Vita, che ha beneficiato della stabilizzazione dei tassi d'interesse e del calo dei riscatti anticipati, un fenomeno che aveva preoccupato gli operatori negli anni precedenti. Anche il comparto Danni (casa, salute, auto) ha mantenuto una dinamica di crescita solida, confermando come la percezione del bisogno di protezione sia ormai radicata nelle famiglie e nel tessuto produttivo italiano.
Il dato più confortante della Relazione 2026 risiede tuttavia nella solidità patrimoniale delle nostre compagnie. L'Indice di Solvibilità medio del mercato (il cosiddetto Solvency ratio, ovvero il rapporto tra il capitale posseduto dalle imprese e quello strettamente richiesto dai regolatori per coprire i rischi) ha registrato un balzo eccezionale, attestandosi al 273%. In sostanza le imprese di assicurazione italiane possiedono quasi il triplo del capitale minimo necessario per fare fronte ai propri impegni futuri con gli assicurati.
La solidità finanziaria accumulata rappresenta uno scudo fondamentale contro eventuali shock geopolitici o volatilità dei mercati finanziari. L'IVASS ha sottolineato come la redditività sia tornata su livelli ampiamente positivi, permettendo alle compagnie di generare capitale internamente. Questa stabilità diffusa costituisce la base indispensabile per poter pianificare gli investimenti tecnologici e strategici richiesti dalle sfide del futuro, garantendo che il settore rimanga un punto di riferimento affidabile per il risparmio e la protezione del Paese.
Polizze catastrofali: la grande sfida delle coperture obbligatorie
Uno dei temi centrali della Relazione del Presidente Angelini ha riguardato l'attuazione dell'obbligo di copertura assicurativa contro le calamità naturali (Cat Nat) per le imprese, introdotto dal legislatore per fare fronte a eventi climatici estremi come terremoti, alluvioni, frane e inondazioni. L'IVASS ha analizzato approfonditamente lo stato dell'arte, mettendo in luce un forte divario strutturale nel Paese. Mentre le grandi aziende possiedono già una cultura del rischio consolidata e polizze attive, si registra un forte ritardo tra le micro e le piccole imprese, che costituiscono l'ossatura del sistema produttivo italiano. Molte di queste realtà minori rischiano di arrivare impreparate alla scadenza dei termini, esponendosi a vulnerabilità finanziarie fatali in caso di sinistro.
Nella Relazione leggiamo: "Considerando il mese in cui sono stati stipulati i contratti, si notano due forti picchi a marzo (scadenza per le grandi imprese) e dicembre 2025 (obbligo per le piccole e micro imprese, poi prorogato a marzo 2026)."
Il Presidente dell'IVASS ha lanciato un chiaro allarme riguardo alle esclusioni contrattuali presenti in molte proposte di polizza. Se i contratti escludono eventi specifici ma frequenti sul territorio italiano, come ad esempio le mareggiate o i danni da sovraccarico di neve, si rischia di tradire lo spirito della norma. Questo fenomeno genera un doppio effetto negativo:
- disincentiva le imprese a stipulare le coperture, percepite come incomplete o inefficaci;
- rischia di fare lievitare i prezzi (i premi assicurativi) a causa della frammentazione del mercato e della mancanza di una massa critica di assicurati.
Per evitare che l'obbligo si trasformi in una tassa improduttiva, IVASS chiede contratti standardizzati, trasparenti e privi di clausole ambigue. In questo scenario così complesso, emerge il ruolo fondamentale e strategico dei broker assicurativi. I broker non sono semplici intermediari, ma consulenti indipendenti che si pongono al fianco dell'imprenditore. Spetta a loro il compito cruciale di mappare i reali rischi del territorio in cui opera l'azienda, analizzare le clausole contrattuali per evitare le esclusioni segnalate dall'IVASS e guidare le piccole imprese verso scelte informate. La mediazione professionale dei broker diventa l'elemento cardine per costruire fiducia tra le imprese e le compagnie, ottimizzando i costi e garantendo che la protezione sia reale, tempestiva e strutturata.
Rischio Cyber e resilienza: la responsabilità dei CdA
Il capitolo dedicato alla sicurezza informatica e ai rischi digitali rappresenta uno dei passaggi più stringenti della Relazione IVASS 2026. L'Istituto ha rilevato come gli attacchi cyber ai danni delle infrastrutture finanziarie e delle compagnie di assicurazione siano aumentati sia in termini di frequenza che di sofisticazione tecnologica. In questo contesto, l'Autorità di vigilanza ha inviato un richiamo formale e severo ai Consigli di Amministrazione (CdA) delle compagnie assicurative. L'IVASS ha chiarito che la cybersecurity e la protezione dei dati dei clienti non possono più essere delegate ai soli dipartimenti tecnici o ai responsabili dei sistemi informativi (IT). La sicurezza digitale è a tutti gli effetti una responsabilità strategica e di governance che ricade direttamente sui vertici aziendali.
Questo richiamo si inserisce pienamente nel quadro normativo europeo definito dal framework DORA (Digital Operational Resilience Act), entrato pienamente a regime. DORA impone alle compagnie regole rigorose in materia di gestione del rischio informatico, classificazione degli incidenti, test di resilienza periodici e monitoraggio dei fornitori terzi di servizi tecnologici (come i servizi cloud). I CdA delle compagnie devono possedere le competenze adeguate per valutare l'efficacia delle strategie di difesa, approvare i piani di continuità operativa in caso di attacco cyber e stanziare budget idonei. Non si tratta solo di proteggere i bilanci della singola impresa, ma di salvaguardare la stabilità dell'intero sistema finanziario e la fiducia dei consumatori.
Le compagnie di assicurazione, inoltre, affrontano la sfida cyber su due livelli, come aziende che devono proteggere se stesse e come fornitori di polizze per il mercato.
Il mercato delle polizze Cyber per le imprese italiane è ancora in una fase di sviluppo iniziale e sconta una carenza di dati storici per la quantificazione precisa dei rischi. L'IVASS incoraggia lo sviluppo di questo mercato, ma chiede alle imprese di sottoscrivere tali rischi con estrema prudenza energetica e gestionale. I Consigli di Amministrazione devono quindi vigilare affinché l'offerta di prodotti cyber sia sostenibile nel lungo periodo, evitando l'assunzione di rischi sistemici che potrebbero minare la solidità faticosamente raggiunta.
Conclusioni e prospettive 2026
In conclusione, la Relazione IVASS descrive un settore assicurativo italiano che gode di ottima salute finanziaria, ma che si trova a un bivio strategico. La direzione tracciata dal Regolatore per il resto del 2026 e per gli anni a venire è orientata con decisione verso una maggiore e più sostanziale tutela dei consumatori, la trasparenza dei prodotti e l'equità dei prezzi. Per raggiungere questi obiettivi, l'IVASS ha ribadito la necessità di accelerare su riforme strutturali non più rimandabili, prima fra tutte quella della RC Auto. La riforma del sistema di risarcimento del danno e la revisione delle regole tariffarie sono passaggi essenziali per garantire la sostenibilità del sistema e fermare la dinamica inflattiva dei premi che penalizza gli automobilisti virtuosi.
Accanto alle riforme normative, il futuro del settore dipenderà in larga misura dalla capacità di gestire la transizione ecologica e digitale attraverso una rinnovata alleanza tra compagnie, istituzioni e intermediari. In questa prospettiva di crescita e di educazione al rischio, il ruolo dei broker assicurativi riceve un nuovo e forte focus. L'evoluzione del mercato verso prodotti complessi come le polizze Cat Nat obbligatorie e le coperture Cyber richiede una consulenza sul campo che solo i professionisti della mediazione possono garantire in modo capillare.
I broker saranno chiamati a fare da ponte tra le esigenze di protezione dell'economia reale e la necessità di tenuta tecnica delle compagnie di assicurazione. La sfida del 2026 per il mercato italiano non sarà quindi solo quella di conservare i propri eccellenti indici di solvibilità, ma di dimostrare la capacità di trasformare la solidità patrimoniale in valore sociale ed economico, estendendo la rete della protezione assicurativa alle nuove vulnerabilità del nostro tempo.