Dichiarazione dei redditi 2026: quali spese assicurative detrarre?
La pianificazione fiscale rappresenta un tassello fondamentale per la gestione del budget familiare. Con l’apertura della stagione della dichiarazione dei redditi 2026, basata sui redditi percepiti e le spese sostenute nel corso dell’anno d'imposta 2025, i contribuenti sono chiamati a verificare quali polizze diano diritto a uno sgravio fiscale. Tra novità introdotte dalla Legge di Bilancio per il 2026 in materia di detrazioni e revisione dei tetti legati alle fasce di reddito introdotte dalle riforme fiscali, analizziamo nel dettaglio i requisiti e i limiti massimi stabiliti dalla normativa italiana per convertire i premi assicurativi in benefici fiscali.
Polizze vita e infortuni: regole di detraibilità e tetti massimi
Per l'anno d'imposta 2025, lo Stato italiano riconosce
una detrazione dall'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF) pari al 19% dei premi versati. Tuttavia, il legislatore applica criteri selettivi rigorosi a seconda del periodo di sottoscrizione della polizza. Per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001, il beneficio fiscale viene concesso esclusivamente se la copertura tutela l'assicurato dal rischio di morte o da un'invalidità permanente non inferiore al 5%, derivante da qualsiasi causa. Restano perciò tassativamente escluse da questa agevolazione le polizze di pura capitalizzazione o quelle a prevalente finalità finanziaria, dove la componente prevalente è il risparmio o l'investimento del patrimonio anziché la tutela previdenziale del nucleo familiare.
Sotto il profilo quantitativo, la norma fissa un tetto massimo di spesa pari a 530 euro annui complessivi. Questo significa che, a prescindere dal numero di contratti attivi in capo allo stesso contribuente o dall'ammontare complessivo dei premi versati, la base di calcolo per la detrazione non può eccedere tale soglia. Di conseguenza, il risparmio d'imposta massimo effettivo ottenibile dal singolo cittadino si attesta a 100,70 euro (ovvero il 19% di 530 euro). Nel caso in cui il contribuente abbia sottoscritto coperture a tutela di persone con disabilità grave, ai sensi della Legge 104/1992, il legislatore eleva il limite massimo di spesa detraibile a 750 euro complessivi.
Tutela della non autosufficienza e polizze sanitarie
La protezione dal rischio di perdita dell'autonomia personale rappresenta una priorità crescente nel quadro del welfare sussidiario. Le polizze destinate alla copertura del rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, i cosiddetti contratti Long Term Care, godono di un regime fiscale differenziato e particolarmente favorevole. Anche in questa circostanza la percentuale di detrazione IRPEF è stabilita nella misura del 19% dei premi corrisposti nel corso dell'anno solare precedente, ma il legislatore ha previsto un plafond di spesa autonomo e molto più elevato rispetto a quello previsto per le tradizionali polizze vita e infortuni.
La spesa massima su cui calcolare la detrazione per le polizze a copertura della non autosufficienza è fissata a 1.291,14 euro all'anno. Questo massimale non si cumula con i 530 euro visti per le coperture caso morte o infortuni, configurandosi come un binario fiscale indipendente che consente di massimizzare il recupero d'imposta. Il risparmio reale massimo generabile da questa specifica voce di spesa è pari a 245,32 euro. Per poter accedere a tale agevolazione, la normativa fiscale impone che l'impresa di assicurazione non disponga della facoltà di recedere dal contratto una volta sottoscritto e che le clausole contrattuali si conformino rigorosamente ai requisiti previsti dal decreto ministeriale di riferimento, garantendo una stabilità della copertura per l'intera vita dell'assicurato.
Assicurazione auto: cosa si può scaricare e la clausola sugli infortuni del conducente
Una delle aree che può generare maggiore confusione, riguarda la polizza RC Auto obbligatoria. È opportuno chiarire che il premio base versato per la responsabilità civile automobilistica non è in alcun modo detraibile o deducibile dal reddito. L'abolizione della vecchia quota destinata al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), decretata ormai da diversi anni, ha rimosso qualsiasi collegamento fiscale diretto tra la tassa di circolazione obbligatoria e gli sgravi IRPEF. Tuttavia, esiste un'importante eccezione che riguarda le garanzie accessorie che vengono frequentemente sottoscritte in concomitanza con la RC Auto.
La detrazione spetta esclusivamente per la quota di premio riferita alla polizza infortuni del conducente, a patto che vengano rispettati specifici requisiti contrattuali. In primo luogo, la garanzia accessoria deve prevedere esplicitamente la copertura del rischio di morte o di un'invalidità permanente superiore al 5%. In secondo luogo, la polizza deve essere di tipo "nominativo" e non "fissa sulla vettura". Ciò significa che il contratto deve identificare chiaramente come conducente assicurato il dichiarante stesso oppure un suo familiare fiscalmente a carico. Se la garanzia infortuni è strutturata in forma generica (ossia tutela "chiunque" si trovi alla guida del veicolo), l'Agenzia delle Entrate rigetta il diritto all'agevolazione in quanto manca il requisito di individualità del beneficiario.
Sul piano pratico, per usufruire della detrazione del 19%, il contribuente non deve considerare l'intero costo della polizza auto, bensì soltanto la frazione di premio imputabile alla copertura infortuni. Tale dato viene esplicitato chiaramente dalla compagnia assicurativa nella documentazione contrattuale o nell'attestato annuale dei premi pagati. Questa spesa concorre insieme alle altre polizze infortuni al raggiungimento del tetto massimo complessivo di 530 euro annui.
Polizze contro gli eventi calamitosi sulla casa
La salvaguardia del patrimonio immobiliare attraverso polizze assicurative che coprono i danni derivanti da eventi calamitosi (quali terremoti, alluvioni, frane o inondazioni) gode di un regime fiscale incentivante. Introdotta per stimolare la protezione privata del territorio e delle abitazioni, la detrazione IRPEF del 19% si applica ai premi versati per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2018. L'agevolazione è strutturata per seguire l'immobile e non la persona: spetta quindi a chi sostiene effettivamente l'onere economico del premio, a prescindere dal fatto che l'immobile sia intestato al contraente o a un familiare a carico, e può essere applicata sia sulla prima casa sia sulle abitazioni secondarie.
Il punto di forza di questa misura risiede nell'assenza di un limite massimo di spesa: la detrazione del 19% si calcola sull'intero ammontare del premio versato, senza tetti prefissati, e l'agevolazione è fruibile anche per la copertura di più unità immobiliari. Nel caso in cui il contribuente sottoscriva una polizza di tipo "multirischio" (che include ad esempio anche il furto o la responsabilità civile verso terzi), il beneficio fiscale si applica unicamente alla quota di premio espressamente riferita alla copertura del rischio calamitoso, che la compagnia deve scorporare e certificare. Esiste inoltre una misura eccezionale che eleva l'aliquota di detrazione al 90% qualora la polizza contro gli eventi calamitosi sia stipulata contestualmente alla cessione del Sismabonus al 110% ad un’impresa di assicurazione.
Se la copertura assicurativa è stata stipulata dal condominio per la tutela dell'intero fabbricato residenziale, il singolo condomino può detrarre la propria quota di premio a condizione che l'amministratore rilasci una certificazione formale o che si esibisca copia della polizza unita al bonifico di pagamento delle quote condominiali.
Limiti alle detrazioni in base al reddito
La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto per i possessori di redditi elevati un limite agli oneri e alle spese detraibili.
L'Agenzia delle Entrate specifica che "gli oneri e le spese, considerati complessivamente e per i quali è prevista una detrazione dall’IRPEF, sono ammessi in detrazione, dai contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, fino a un determinato importo. Tale importo va calcolato moltiplicando un "importo base" (che decresce all’aumentare del reddito complessivo) per un coefficiente (diverso, a seconda della presenza del nucleo familiare di figli fiscalmente a carico)."
L’importo base è pari a:
- 14.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è compreso tra 75.000 e 100.000 euro;
- 8.000 euro, se il reddito complessivo del contribuente è superiore a 100.000 euro.
Il coefficiente da utilizzare è invece pari a:
- 0,50, se nel nucleo familiare non sono presenti figli a carico;
- 0,70, se nel nucleo familiare è presente un figlio a carico;
- 0,85, se nel nucleo familiare sono presenti due figli a carico;
- 1,00, se nel nucleo familiare sono presenti più di due figli a carico, o almeno un figlio a carico con disabilità accertata.
Dal calcolo dell’importo massimo detraibile restano escluse soltanto le spese sanitarie, le somme investite nelle start-up innovative, le somme investite nelle piccole e medie imprese innovative.
Dunque per tutte le detrazioni elencate nei paragrafi precedenti, occorre tenere comunque conto del tetto massimo reddituale e dei relativi conteggi introdotti a partire dall'anno di imposta 2025.
Requisiti di tracciabilità e documentazione da conservare
Infine è opportuno ricordare che l'accesso a qualunque forma di detrazione fiscale per le spese assicurative (così come per tutte le altre spese) è subordinato al rispetto del principio di tracciabilità dei pagamenti. Il contribuente che intende inserire i premi nella dichiarazione dei redditi 2026 deve aver effettuato i versamenti esclusivamente tramite sistemi di pagamento elettronici o tracciabili. Sono considerati validi i bonifici bancari o postali, le carte di credito, di debito o prepagate, gli assegni bancari e circolari, nonché i circuiti di pagamento digitali evoluti come PagoPA o i bollettini postali/MAV. L'utilizzo del denaro contante per il saldo delle quietanze, anche se effettuato direttamente presso le agenzie fisiche degli intermediari, comporta la perdita del diritto alla detrazione fiscale.
Per tutelarsi in caso di successivi controlli formali o documentali da parte dell'Agenzia delle Entrate, il cittadino ha l'obbligo di conservare un fascicolo probatorio completo per almeno cinque anni successivi alla presentazione della dichiarazione. La documentazione indispensabile è costituita dalla copia della polizza, comprensiva delle condizioni generali e particolari da cui si possano evincere i dati dei soggetti coinvolti (contraente, assicurato e beneficiari), la tipologia di rischio coperto e la ripartizione dettagliata dei premi qualora si tratti di contratti multirischio. A questo si deve obbligatoriamente allegare la quietanza di pagamento rilasciata dalla compagnia o dall'intermediario, oppure la ricevuta fiscale del versamento. Qualora la tracciabilità non sia esplicitamente annotata sulla quietanza dall'assicuratore, il contribuente deve conservare la prova dell'avvenuta transazione elettronica, come l'estratto conto bancario, la ricevuta della carta di credito o la contabile del bonifico effettuato. Nel caso dei familiari fiscalmente a carico, la detrazione spetta a chi ha sostenuto l'onere finanziario: i documenti di pagamento devono quindi riflettere la transazione eseguita dal dichiarante che porta la spesa in detrazione, garantendo la perfetta corrispondenza tra il flusso finanziario e il codice fiscale inserito nei quadri della dichiarazione.