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Riforma del Codice della Strada: quali modifiche?

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E’ stato approvato alla Camera il disegno di legge sulla riforma del Codice della Strada, pur fra qualche contestazione per la mancanza di interventi sulla riduzione dei limiti di velocità, principale causa di incidenti mortali.

La Camera dei deputati il 27 marzo 2024 ha approvato il ddl di riforma del Codice della Strada. Sebbene manchi ancora l'approvazione del Senato, una prassi consolidata lascia pensare che il ddl resterà invariato, dunque è possibile analizzare le novità introdotte. Tra queste troviamo l’obbligo di targa e assicurazione per i monopattini elettrici, l’inasprimento delle sanzioni per guida in stato di ebbrezza e la riduzione del limite di cilindrata per le moto in autostrada.

Ddl di riforma del Codice della Strada

Con 163 voti favorevoli la Camera dei deputati ha dato il via libera nuovo Codice della Strada. Con un prevedibile passaggio al Senato senza variazioni, il ddl di riforma del Codice introduce una serie di novità per chi circola nel nostro Paese.

Sono tre i passaggi, che poi andremo ad approfondire, a modificare in maniera importante il Codice:

  • abolizione del requisito dello stato di alterazione per configurare il reato di guida sotto effetto di droghe, con la nuova normativa occorrerà la sola positività al test sulla presenza di sostanze nell’organismo per essere incriminati;
  • inasprimento delle sanzioni per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l, con l'introduzione dell'obbligo per due o tre anni di rispettare l’alcol zero e di guidare solo veicoli su cui è installato un alcolock;
  • cosiddetta sospensione breve della patente per chi commette alcune infrazioni (ad esempio uso di cellulari alla guida o mancato uso di cinture) attualmente non punite con la sospensione o che la comportano solo in caso di recidiva.

Ma andiamo per ordine e vediamo una per una le nuove previsioni del Codice di cui a breve occorrerà tener conto per essere in regola e non rischiare sanzioni amministrative o vere e proprie incriminazioni, per tutto ciò che finisce nell'alveo della giustizia penale.

Limiti cilindrata per neopatentati e motoveicoli

Cambiano i limiti di potenza degli autoveicoli che possono essere guidati dai neopatentati in possesso di licenza B da meno di tre anni:

  • potenza massima di 105 kW per tutti i mezzi M1, cioè autoveicoli per trasporto persone con massa complessiva entro 3,5 t;
  • rapporto potenza/tara massimo 75 kW/t per tutti gli altri autoveicoli.

Ricordiamo, a tal proposito, che con il Codice attualmente in vigore i limiti sono più elevati e prevedono:

  • 70 kW di potenza massima per gli M1;
  • limite di rapporto potenza/tara di 55 kW/t per tutti gli altri veicoli, che sale a 65 se il mezzo è elettrico o ibrido plug in.

Viene abbassato a 120 cc il limite di cilindrata per l’accesso delle moto ad autostrade e strade extraurbane principali. Inoltre viene consentita la possibilità per le moto di trainare rimorchi.

Controlli automatici, videocamere e infrazioni multiple

Cambiano i controlli automatici il cui uso viene esteso. Prevista infatti la possibilità di rilevare più tipi di infrazione contemporaneamente con uno stesso apparecchio, nonché l’ampliamento dei casi di accertabilità da remoto, mediante l'uso di dispositivi non presidiati da agenti.
Cresce poi il valore sanzionatorio dato alle telecamere di videosorveglianza per le più gravi infrazioni alle norme autostradali e delle strade extraurbane principali, nel caso in cui le immagini vengano visionate in tempo reale da un agente o dallo stesso certificate entro 24 ore  dall'infrazione stessa.
Al contempo sono previste delle aperture nei confronti di chi commette infrazioni come nel caso della circolazione abusiva in una ZTL, per la quale non potrà essere applicata più di una sanzione al giorno, ma con la maggiorazione dell’eventuale tariffa d’ingresso. Mentre ad oggi se si effettuano accessi multipli indebiti nella medesima giornata si viene sanzionati ad ogni accesso.
Sul tema delle infrazioni multiple nel medesimo tratto stradale, previste nuove regole per gli autovelox: nel caso in cui si prendano più multe nello stesso tratto, in un periodo di tempo di un’ora e di competenza dello stesso ente si paga una sola sanzione, quella più grave aumentata di un terzo.
Inoltre ci saranno aperture sui controlli di velocità, per i quali si attende un DM con nuovi vincoli.
Sul fronte delle zone a traffico limitato, viene introdotta la possibilità di istituire fuori dai centri urbani delle ZTL territoriali per ragioni ambientali.

Bici, monopattini ed RC auto

Per quanto concerne la mobilità leggera o green, vanno segnalati diversi provvedimenti, a partire dall’obbligo per gli automobilisti di mantenere un metro e mezzo di distanza quando sorpassano una bicicletta in corsa.  

Per chi guida il monopattino, invece, viene introdotto l'obbligo di:

  • targa;
  • casco;
  • assicurazione;
  • luci indicatrici di svolta e freno.

Per chi circola sprovvisto di questi documenti e dispositivi, è prevista una multa tra i 100 e i 400 euro.
A queste previsioni se ne aggiunge una che riguarda esplicitamente i monopattini presi in sharing: dovranno essere dotati tutti di un dispositivo di blocco automatico quando escono dall’area consentita per la loro circolazione.
Sul fronte della RC auto, invece, viene imposta la responsabilità diretta del proprietario del veicolo per mancata assicurazione per la responsabilità civile, quando lascia il mezzo nella disponibilità di altri.

Inasprimento sanzioni per guida stato di ebrezza o sotto effetto di stupefacenti

Il ddl prevede la cosiddetta "tolleranza zero" per coloro che guidano in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Le sanzioni scatteranno subito, mentre con il Codice attualmente vigente è necessario provare, oltre alla presenza della sostanza nel sangue, anche lo stato di alterazione psico-fisica.

Per questi casi previsto anche un inasprimento delle sanzioni:

  • chi si trova al volante con uno tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro, dovrà pagare una multa compresa tra 573 e 2.170 euro, oltre sospensione della patente da 3 a 6 mesi;
  • con un tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro la sanzione è sia detentiva che pecuniaria (arresto fino a 6 mesi e ammenda compresa tra 800 e 3.200 euro) e patente sospesa da 6 mesi a un anno.

In presenza di una condanna pregressa per il medesimo motivo, chi  viene trovato nuovamente con un tasso alcolemico tra 0,5 e 1,5, incorre in pene aumentate di un terzo per recidiva.
I recidivi dovranno rispettare lo 0 come nuovo limite e dovrà rinnovare la patente con una nuova visita medica. Inoltre non potrà circolare alla guida senza aver installato in auto e a sue spese l’alcolock, un etilometro da auto che controlla i livelli di alcol del guidatore e, se il tasso alcolemico è alto, impedisce l’accensione del motore.

Guida con il cellulare e altri provvedimenti

Giro di vite anche per chi guida con cellulari o altri device tra le mani. Prevista una multa che può raggiungere i 1.000 e in aggiunta la sospensione della patente in caso di recidiva.

Vediamo infine una carrellata della altre previsioni del ddl:

  • alle sanzioni per guida contromano in curva, dosso o incrocio, si aggiunge la confisca del veicolo;
  • sospensione della patente per chi viene colto a guidare contromano o passare col rosso;
  • per violazioni tra i 10 km/h e i 40 km/h i limiti massimi di velocità la sanzione va da 173 a 694 euro;
  • nel caso di eccesso di velocità ripetuto all’interno di un centro abitato per almeno due volte nell’arco di un anno, prevista una multa da 220 a 880 euro e sospensione della patente da 15 a 30 giorni;
  • aumento di un terzo della pena per chi abbandona animali per strada, anche se questo gesto non provoca incidenti; inoltre se si utilizza un veicolo per l’abbandono si rischia la sospensione della patente da sei mesi a un anno e se l’abbandono di animali mette in pericolo altri utenti sono previste le sanzioni fissate per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime.

Con il passaggio definitivo in Senato saranno chiare le tempistiche di entrata in vigore delle nuove norme, al netto di quelle per cui si renderanno necessari decreti ministeriali dedicati contenenti specifiche tecniche e procedurali.

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