Monopattini elettrici, scatta l'obbligo assicurativo
Dal 16 luglio 2026 anche i monopattini elettrici privati sono soggetti all'obbligo di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, la RC monopattini. La novità, prevista dalla riforma del Codice della Strada approvata a fine 2024 e attuata con le circolari MIMIT-MIT del 17 e del 24 aprile 2026, equipara sul piano assicurativo il monopattino agli altri veicoli a motore, agganciandolo all'articolo 2054 del Codice Civile e all'intero Titolo X del Codice delle assicurazioni private. L'obiettivo dichiarato dal legislatore è duplice: rafforzare la sicurezza nelle città, dove la micromobilità elettrica è ormai una componente strutturale degli spostamenti quotidiani, e garantire un risarcimento certo a chi subisce un danno da un mezzo che prima dell'obbligo poteva circolare senza alcuna copertura dedicata.
Perché è stato introdotto l'obbligo? I dati sulla sicurezza stradale
La spinta decisiva verso l'obbligo assicurativo arriva dai numeri. Secondo i dati Istat più recenti, diffusi il 24 luglio 2026, nel 2025 in Italia si sono registrati 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone, con 2.868 vittime (in calo del 5,3% sul 2024) e 237.822 feriti (in aumento dell'1,7%). In questo quadro, la mobilità leggera è l'unica componente in peggioramento: gli utenti vulnerabili, tra cui ciclisti e utilizzatori di monopattini ed e-bike, rappresentano ormai il 53,3% delle vittime totali, contro il 51,8% del 2024.
Nello specifico, gli incidenti che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico sono passati dai 564 del 2020 ai 4.130 del 2025, con 25 morti (+8,7% sul 2024) e 3.997 feriti tra conducenti e passeggeri, a cui si aggiungono 208 pedoni investiti. Un salto di oltre sette volte in cinque anni, che ha reso evidente al legislatore l'anomalia di un mezzo equiparato per pericolosità alle due ruote a motore, ma privo di qualunque obbligo di copertura assicurativa.
A questi numeri si aggiunge una componente economica non trascurabile: il costo sociale complessivo degli incidenti con lesioni è stimato in 18,2 miliardi di euro nel 2025, a cui si sommano circa 4,4 miliardi di euro di soli danni a cose secondo le stime dell'ANIA, l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici. È proprio l'ANIA, peraltro, ad aver chiesto e ottenuto il rinvio tecnico dell'obbligo dal 16 maggio al 16 luglio 2026, necessario per adeguare piattaforme e prodotti a una categoria di rischio del tutto nuova.
Sul fronte della tutela delle vittime, l'estensione dell'obbligo RC ai monopattini fa scattare anche l'intervento del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da Consap, che dal 16 luglio 2026 copre i danni causati da monopattini non assicurati o non identificati ("mezzi pirata"), colmando così un vuoto di tutela che fino a ieri lasciava scoperti pedoni e altri utenti della strada coinvolti in sinistri con questi veicoli.
Come funziona il nuovo obbligo
I chiarimenti sul nuovo obbligo, sono stati forniti nel dettaglio attraverso le FAQ pubblicate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, vediamo i principali.
L'obbligo riguarda i proprietari privati di monopattini elettrici che circolano su suolo pubblico: sono tenuti a sottoscrivere la polizza tutti i maggiorenni e, con domanda presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale, anche i minori a partire dai 14 anni. Restano invece esclusi i monopattini offerti in sharing dagli operatori di noleggio, per i quali la copertura assicurativa è già compresa nel contratto di utilizzo stipulato tramite l'app.
Un punto in particolare riguarda il legame indissolubile tra targa e polizza: la copertura RC deve infatti riportare il codice del contrassegno identificativo del monopattino, lo stesso rilasciato dalla Motorizzazione tramite il Portale dell'Automobilista. Questo significa che l'assicurazione non è legata alla persona ma al veicolo, esattamente come avviene per auto e moto, e che senza contrassegno non è materialmente possibile stipulare una polizza valida.
Proprio per questo motivo le FAQ MIMIT specificano che la tradizionale polizza "RC Capofamiglia" non è più sufficiente: si tratta di una copertura generica pensata per la responsabilità civile della persona nella vita quotidiana, che nella maggior parte dei casi escludono espressamente i danni causati da veicoli soggetti a un autonomo obbligo di polizza per la responsabilità civile.
Quanto ai contenuti della copertura, la polizza base garantisce i danni causati a terzi, siano essi persone o cose, con massimali minimi fissati per legge in 6,45 milioni di euro per i danni alla persona e 1,3 milioni di euro per i danni alle cose. Resta invece fuori dalla copertura obbligatoria l'infortunio del conducente stesso: chi si fa male cadendo dal proprio monopattino non è risarcito dalla RC base, ma deve eventualmente sottoscrivere una garanzia accessoria infortuni, disponibile come opzione a pagamento presso la maggior parte delle compagnie.

Quanto costa mettersi in regola? La stima dei costi
Sul fronte dei prezzi, il mercato assicurativo dei monopattini è ancora in una fase di assestamento, ma le prime rilevazioni offrono un quadro sufficientemente chiaro. Le stime di costo medio di una polizza RC base si colloca tra i 35 e i 55 euro l'anno, con un tetto che può arrivare fino a 150 euro annui se si aggiungono delle garanzie accessorie. Su queste basi, l'impatto complessivo per i proprietari di monopattini italiani ammonterebbe a circa 50 milioni di euro l'anno.
I fattori che fanno salire il prezzo della polizza sono in larga parte gli stessi già noti nel mondo auto e moto: il valore del monopattino, l'intensità d'uso (chilometri percorsi quotidianamente), il luogo di parcheggio abituale, il profilo anagrafico del conducente e l'eventuale storico assicurativo in altri rami RC. A incidere in modo determinante è soprattutto la scelta delle garanzie accessorie: l'infortuni del conducente, il furto e incendio (particolarmente richiesto vista la facilità con cui questi mezzi vengono sottratti) e la tutela legale possono più che raddoppiare il costo della sola RC base, fino a superare i 180 euro l'anno per i pacchetti più completi. Anche la franchigia scelta incide sensibilmente sul premio.
Sanzioni e controlli: cosa rischia chi circola privo di polizza
Il sistema sanzionatorio introdotto dal nuovo Codice della Strada distingue diverse violazioni. La circolazione senza copertura RC obbligatoria è punita con una sanzione amministrativa compresa, a seconda delle fonti e delle prime applicazioni pratiche, tra i 100 e i 400 euro. Sanzioni della stessa entità, tra 100 e 400 euro, sono previste anche per la mancanza del contrassegno identificativo, mentre la circolazione senza casco comporta multe tra 50 e 250 euro. Le violazioni più gravi, legate alla non conformità tecnica del mezzo (potenza superiore ai limiti, assenza di frecce o luci di frenata), possono arrivare fino a 800 euro.
Diversamente da quanto previsto per auto e motocicli, nella fase iniziale di applicazione della norma la sola mancanza di assicurazione non comporta automaticamente il sequestro amministrativo del monopattino ai sensi dell'articolo 193 del Codice della Strada: la sanzione per assenza di RC è specifica e non richiama tale norma. Il sequestro, e l'eventuale confisca, restano invece possibili quando all'irregolarità assicurativa si somma la non conformità tecnica del mezzo.
Il rischio più concreto per chi circola senza polizza resta comunque quello economico legato a un eventuale sinistro: in assenza di copertura, il proprietario del monopattino risponde personalmente, con il proprio patrimonio, di tutti i danni causati a terzi, che nel caso di lesioni gravi a un pedone o a un altro utente della strada possono raggiungere cifre molto elevate, ben oltre l'importo delle sanzioni amministrative.
La fase transitoria e l'indennizzo diretto
Uno degli aspetti centrali per chi rimane coinvolto in un incidente, riguarda le modalità di risarcimento. La procedura di indennizzo diretto, quella che normalmente consente all'assicurato di rivolgersi alla propria compagnia anziché a quella della controparte in caso di sinistro tra due veicoli assicurati, non si applica ai monopattini almeno per i primi due anni di vigenza dell'obbligo.
La circolare MIMIT del 24 aprile 2026, adottata d'intesa con l'IVASS, ha infatti previsto un periodo transitorio non inferiore a un biennio, necessario per monitorare l'andamento reale dei costi dei sinistri causati dai monopattini e costruire su questa base uno specifico "forfait" nazionale tra compagnie, elemento tecnico indispensabile per attivare il risarcimento diretto ai sensi del DPR 254/2006. Fino a quel momento, chi subisce un danno da un monopattino deve seguire la procedura ordinaria prevista dall'articolo 148 del Codice delle Assicurazioni: la richiesta di risarcimento va inviata alla compagnia del responsabile del sinistro, corredata di dinamica dell'incidente, dati dei soggetti coinvolti, eventuali testimoni e documentazione medica. I termini per la formulazione dell'offerta risarcitoria da parte della compagnia sono di 60 giorni per i soli danni a cose e di 90 giorni in presenza di lesioni personali, tempi più lunghi rispetto a quelli tipici della procedura diretta.
Per costruire le basi statistiche necessarie a superare questa fase transitoria, la circolare ha affidato all'IVASS il compito di realizzare una rilevazione dedicata sui sinistri e sulle polizze relative ai monopattini, con cadenza semestrale: i dati saranno riferiti al 31 dicembre e al 30 giugno di ogni anno, e la prima rilevazione avrà come riferimento proprio il 31 dicembre 2026. Solo sulla base di questo monitoraggio progressivo l'Istituto di vigilanza potrà, in prospettiva, definire il costo medio forfettario dei sinistri necessario a rendere pienamente operativo il risarcimento diretto anche per questa categoria di veicoli, comunque non prima del 2028.
Le criticità applicative: il "paradosso del monopattino"
A meno di due settimane dall'entrata in vigore dell'obbligo, il nodo più evidente resta quello delle targhe. Come riportato dai principali organi di stampa, a inizio estate 2026 la Motorizzazione Civile aveva rilasciato appena 133.135 contrassegni identificativi a fronte di circa 800.000 monopattini stimati in circolazione in Italia: poco più di uno su sei, considerando peraltro che almeno la metà delle targhe emesse riguarda mezzi in sharing e non privati. Il risultato è che, secondo queste stime, meno di un monopattino privato su dieci risulta oggi effettivamente targato, e di conseguenza assicurabile in modo regolare, dato che la polizza non può essere stipulata senza il codice del contrassegno.
Questo scollamento tra obbligo di legge e possibilità pratica di adempiervi è al centro delle critiche mosse da associazioni dei consumatori come Assoutenti, che segnalano come il sistema imponga nuovi obblighi senza che siano ancora pienamente operative le condizioni per rispettarli. I ritardi hanno diverse cause concorrenti:
- la richiesta del contrassegno può avvenire solo online tramite il Portale dell'Automobilista, previa identità digitale SPID o CIE, con un costo di circa 33 euro tra diritti di segreteria e bolli;
- a questo si sono aggiunti i tempi tecnici necessari alle compagnie assicurative per integrare i propri sistemi con la banca dati SITA (Sistema Informativo Targhe Assicurate) e con la nuova piattaforma ministeriale dedicata ai monopattini, la stessa integrazione che aveva già giustificato il rinvio dell'obbligo dal 16 maggio al 16 luglio.
Sul fronte dei controlli su strada, le prime settimane di applicazione hanno mostrato margini di difficoltà concreti per le forze dell'ordine, chiamate a verificare in tempo reale, spesso a colpo d'occhio su un mezzo in movimento, la presenza e la leggibilità del contrassegno oltre alla validità della polizza collegata. Alcuni comandi di polizia locale, come riportato da cronache cittadine, hanno comunque avviato controlli mirati e contestato le prime decine di violazioni, in gran parte per assenza di copertura assicurativa, segno che l'attività di vigilanza è già operativa pur in un contesto normativo che le stesse associazioni di categoria definiscono ancora ampiamente da rodare